Amore: pillole di saggezza

ottobre 14th, 2009 |

Ama, ed ama così profondamente da trovare Dio nel tuo amante. Sii un amico, e sii così fraterno da trovare Dio nel tuo amico. Ovunque tu riesca ad essere totalmente, Egli sarà presente. Il tuo essere totale in qualcosa è la porta.

Amare il prossimo come se stessi è come amare la propria immagine riflessa nello specchio. Non è una gran virtù; è una virtù meschina.
Ama il prossimo per quello che è. Che corrisponda alle tue idee o meno, che ti sembri morale o immorale, questi sono particolari insignificanti. E’ un essere umano e a tutti i diritti di essere se stesso. Amalo per quello che è. Il tuo amore non deve diventare esigente, il tuo amore non deve chiedere all’altro di essere diverso da quello che è.

Chi è innamorato non esiste più, è completamente assente, vive nel campo dell’immaginazione, dei desideri e dei sogni, non vive nella realtà. Si è drogato senza rendersene conto.
E dopo un po’ l’amore se ne è andato. A quel punto inizi ad affrontare la realtà. A quel punto nascono i guai, perché qualsiasi cosa tu abbia promesso, l’hai promessa quando non eri consapevole.
Ora devi mantenere delle promesse fatte in uno stato di inconsapevolezza… e il peso che ti porti aumenta.

Il matrimonio non è altro che questo: l’amore è stato sacrificato, ma è presente la sicurezza. Ovviamente nel matrimonio è presente la sicurezza, si è protetti: c’è la garanzia che anche domani la moglie sarà a tua disposizione, che il marito si prenderà cura di te. Ma l’amore? In questo caso l’amore diventa una parola vuota.

L’amore conosce solo il dare, l’idea stessa di ottenere qualcosa in cambio, non sorge. Ma questo è il miracolo dell’esistenza: se doni amore, l’amore – il tuo stesso amore – tornerà centuplicato. Torna indietro da tutte le direzioni: più dai e più ne hai!

L’amore non è solo un letto di rose. Certo, l’amore ferisce, ma quella ferita assomiglia a un’operazione chirurgica: portate in voi un odio profondo, quell’odio dev’essere annientato. Per un certo periodo di tempo, potete sentirvi feriti: è uno spazio vuoto, là dove esisteva odio.

La base che porta tutti a diventare nevrotici o psicotici è semplice: le anime della gente non sono nutrite. L’amore è il nutrimento essenziale. Potrai avere tutte le ricchezze del mondo, ma se non hai amore, sei l’uomo più povero del mondo, e sarai inutilmente oppresso da ricchezza, palazzi, imperi.

Non aspettare di amare solo quando comparirà la persona giusta perché, così facendo, la persona giusta non arriverà mai. Continua ad amare. Più amerai e più avrai la possibilità che la persona giusta arrivi, perché il tuo cuore inizia a fiorire e, un cuore che sboccia, attrarrà molte api, molti amanti.

Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare.

Quali sono i sintomi dell’essere innamorati? Tre. Primo, assoluta soddisfazione. Nient’altro è più necessario, neanche Dio. Secondo, non c’è futuro. Questo istante d’amore è l’eternità. Non c’è alcun momento successivo, alcun futuro, alcun domani. L’amore accade nel presente. E terzo, tu cessi di esistere, non esisti più.

Quando ami una persona, chiunque essa sia, immediatamente comprendi che quello è il suo modo di essere. A quel punto non vuoi che sia altrimenti. L’amore non vuole mai cambiare nessuno. L’amore accetta, comprende.

Quando si vive insieme, dopo due giorni non noti più il colore dei capelli, dopo tre giorni non noti più la lunghezza del naso, e dopo tre settimane ti sei completamente dimenticato la fisionomia dell’altra persona. Ora ti scontri con la realtà. Ora la cosa reale sarà l’armonia spirituale.

Ricordate, se il vostro prendervi cura dell’altro non contiene un affare, né ambizioni, la persona di cui vi siete presi cura vi amerà per sempre.

Se due amanti non sono mai assieme in silenzio, se parlano sempre, quella è una indicazione che l’amore è morto. Ora stanno colmando quella distanza con le parole.

Se non sai come amare, come puoi conoscere la preghiera? La preghiera non è altro che la forma d’amore più raffinata: un amore non indirizzato a nessuno, un amore per il Tutto.

State insieme, ma non cercate di dominarvi, non cercate di possedervi e non distruggete l’individualità dell’altro.

Ti sono state date idee molto romantiche sull’amore, e quella è stata la calamità. Sei alla ricerca di ideali romantici, poetici. La gente non è il prodotto di idee di qualche sognatore, di qualche poeta: la gente è reale! E tu non vivi in una poesia! Pensi agli altri in termini tali che nessuno ti può soddisfare, tutti risulteranno fuori tiro.

Una distanza resta sempre nell’amore:
puoi avvicinarti sempre più alla persona amata, ma anche nella vicinanza più stretta, resta una distanza. Questa distanza è ciò che fa soffrire tutti gli amanti.

Vivere positivamente

ottobre 7th, 2009 |

Sii sempre positivo in ogni e ciascuna situazione. Comincia a vivere positivamente, solo questo: con emozioni positive. Essere negativo è essere auto-distruttivo, e alla fine suicida. Il tempio di Dio è aperto solo ai cuori che danzano, che cantano, che sono felici. Un cuore triste non può entrarvi, evita quindi la tristezza, riempi il tuo cuore di colori lussureggianti come quelli d’un pavone, e senza alcun motivo. Colui che ha un motivo per essere felice non è realmente felice. Danza e canta, ma non per gli altri, non per qualche motivo, ma solo per la gioia di danzare, e canta per la gioia di cantare, e la vita intera diventa divina e solo allora si trasforma in preghiera. Vivere così è essere liberi.

Infelicità e tristezza: che fare per essere felici?

ottobre 4th, 2009 |

Anche nei riguardi della infelicità puoi prendere un atteggiamento di celebrazione. Per esempio: sei triste – non identificarti con la tristezza. Diventa un testimone e sii contento del momento di tristezza, perché la tristezza ha la sua bellezza. Tu non lo hai mai osservato. Sei rimasto così identificato che non hai mai approfondito la bellezza di un momento triste. Se osservi, sarai sorpreso nell’accorgerti di quali tesori hai perduto.

Osserva: quando sei felice, non sei così profondo come quando sei triste.
Rispetto alla felicità, la tristezza ha una profondità; la felicità ha poco spessore. Vai a osservare le persone felici. Le cosiddette persone felici, i playboys o le playgirls – le troverai nei club, negli hotels, nei teatri – sono sempre sorridenti e sprizzano felicità. Li troverai sempre senza spessore, superficiali: non hanno alcuna profondità. La felicità è come le onde, rimane in superficie, e tu vivi una vita senza profondità. Rispetto alla felicità, la tristezza ha una profondità. Quando sei triste non è come essere onde sulla superficie, è come essere nelle profondità dell’Oceano Pacifico: una profondità di migliaia di chilometri.

Vai dentro la profondità, osservala. La felicità è rumorosa; la tristezza ha in sé un silenzio. La felicità può essere simile al giorno, la tristezza è come la notte. La felicità può essere simile alla luce, la tristezza è come l’oscurità. La luce va e viene, l’oscurità rimane – è eterna. La luce c’è ogni tanto, l’oscurità è sempre presente. Se entri nella tristezza, sentirai tutte queste cose. All’improvviso ti renderai conto che la tristezza è presente come un oggetto che osservi e di cui sei testimone, e comincerai a sentirti felice.
Che tristezza meravigliosa! È un fiore dell’oscurità, un fiore della profondità eterna.
È un abisso senza fondo, così silenzioso e melodioso. Non c’è assolutamente alcun rumore, alcun disturbo. Puoi continuare a cadere, a caderci dentro senza fine, e venirne fuori totalmente ringiovanito. È una pausa.

Dipende dall’atteggiamento. Quando diventi triste, pensi che ti sia accaduto qualcosa di brutto. Ma che ti sia accaduto qualcosa di brutto è una interpretazione: allora cominci a cercare una scappatoia. Non ci mediti mai sopra. Cerchi qualcuno da incontrare: a un party, al club, oppure accendi la televisione o la radio o ti metti a leggere il giornale – qualcosa che ti faccia dimenticare. Questo è un atteggiamento erroneo che ti è stato insegnato: che la tristezza è una cosa sbagliata. Non c’è niente di sbagliato, è un’altra polarità della vita.
La felicità è un estremo, la tristezza è l’altro. La beatitudine è un lato, l’infelicità è l’altro. La vita è fatta di entrambi, e la vita ha un ritmo per la presenza di entrambi. Una vita fatta solo di beatitudine avrà molti aspetti, ma non avrà profondità. Una vita solo di tristezza avrà profondità, ma non avrà molte dimensioni. Una vita fatta sia di tristezza che di beatitudine è multidimensionale; si muove in tutte le direzioni contemporaneamente.

Osserva la statua del Buddha oppure ogni tanto guarda nei miei occhi e le troverai tutte e due insieme: una beatitudine, una pace e anche una tristezza. Vi troverai una beatitudine che contiene in sé anche la tristezza, perché quella tristezza le dà profondità. Osserva la statua di Buddha – beato, ma anche triste. La parola ‘triste’ ha in se stessa una connotazione negativa, indica che qualcosa non va. Questa è la tua interpretazione.
Per me, la vita è buona nella sua totalità. E quando comprendi la vita nella sua totalità, solo allora puoi celebrare. Altrimenti no. La celebrazione significa: qualsiasi cosa succeda, non ha importanza: io celebro. La celebrazione non è condizionata a certe cose: ‘Quando sarò felice celebrerò’ oppure ‘Quando sarò infelice non celebrerò’.
La celebrazione non ha condizioni: io celebro la vita.

Mi porta infelicità – bene, io la celebro. Mi porta felicità – bene, io la celebro. La celebrazione è il mio atteggiamento, indipendentemente da quello che la vita mi porta.
Ma i problemi nascono perché tutte le volte che uso le parole, quelle parole hanno connotati precisi nella tua mente. Quando dico: ‘Celebra’, pensi che uno debba essere felice. Come fai a celebrare quando sei triste? Io non sto dicendo che devi essere felice per celebrare. La celebrazione è gratitudine per tutto quello che la vita ti dà. Qualsiasi cosa Dio ti possa dare, la celebrazione è gratitudine, è la sensazione di essere grati.

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