Bisogna lavorare per migliorare il carattere, altrimenti si resta a mezza strada, non si diventa mai veri uomini e questo comporta molti inconvenienti e nessun vantaggio, quindi mettiamoci al lavoro e cerchiamo di migliorare subito il nostro carattere partendo da un atto di volontà.

Socrate, pare avesse un temperamento assai pronto all’ira e d’una vivacità che lo portava, quando parlava, ad animarsi, a gesticolare, a far scintillare le fiamme nei suoi grandi occhi e magari a percuotersi e a strapparsi i capelli. Ma, sin dalla giovinezza, cominciò ad esercitarsi alla pazienza e profittava di tutto per condursi secondo il lume della ragione a pacificare la sua anima.

Costruì il suo carattere che risultò tanto diverso dal naturale temperamento: quando ero in collera non parlava affatto, ovvero lo faceva con dolcezza: si vedeva bene che era commosso, ma si vedeva pure che padroneggiava la sua collera.

L’opera alla quale ciascuno deve attendere nella propria vita e la laboriosa costruzione del proprio carattere come ciascuno si è prefisso quale proprio ideale.

È che cosa farne del proprio temperamento? Non va certo buttato via, non va rinnegato, soppresso o annullato. Le qualità positive vi sono in tutti temperamenti. Emerson ha scritto : “Dio ci ha messo nelle mani gli elementi del nostro carattere… sta a noi fare la cernita e dare a questa materia grezza la forma che più ci piace”.

Il temperamento può essere pessimo quanto si vuole, non importa. Si può costruire un meraviglioso carattere dovunque, anche nei terreni più impervi, e anzi proprio lì che vengono terrazzi con i magnifici giardini. Importante gettare bene le basi e lavorare bene.

L’uomo che non ha carattere, sia pure fornito di alte qualità e di doti eminenti, vive in una posizione precaria perché resta sempre alla merce di quelle forze interne o esterne che, una volta scatenate, possono ridurlo in un cencio. Gli scaltri spesso approfittano di questi poveri uomini, creando situazioni in cui essi si trovino impigliati e, privi come sono della capacità di dominio, vi restano come vittime. Uomini privi di scrupoli si servono della passione per il denaro che muove l’umanità. Non rimandate iniziate oggi stesso ad agire sul vostro carattere e comportamento.

Ad un certo punto della propria evoluzione l’uomo sente il bisogno di non cedere più al tumulto dei sensi, di calmare le passioni, di cominciare a pensare col proprio cervello, cessando di essere un oggetto dell’ambiente e delle persone.

Le vicende delle esistenze, gli sbandamenti dei vizi che lo avevano reso schiavo le sofferenze che ne erano derivate: stanco di tante delusioni e amarezze, si accorge di avere una volontà con la quale può liberarsi da ogni legame. È il momento del risveglio ai valori reali della vita, ed è questo il momento in cui avviene un cambiamento profondo del  carattere.

Qui l’uomo decide di prendere le redini del proprio carro, di amministrarsi senza intermediari, troppo spesso interessati. Consapevole di avere gli strumenti per farlo, comprende la necessità di non essere più schiavo di nessuno, nemmeno di se stesso. Decide allora di darsi delle regole, delle norme di vita che gli servono per la liberazione. L’esperienza diretta era necessaria nel primo tempo, l’unica strada agli inizi del cammino, per maturarlo. Scopre, in seguito, gli insegnamenti di saggi, l’enorme miniera da cui attingere per trarne forza e aiuto per salire sul piano della coscienza individuale, la vetta cui ogni uomo come tale deve aspirare.