Emozioni e amore

luglio 17th, 2010 |

Quando sei travolto da una qualsiasi emozione perdi la ragione, perdi tutta la sensibilità; in essa il tuo cuore si perde.
Diventa come una nuvola nera in cui ti perdi. Allora tutto ciò che fai è sbagliato.

Di solito la gente pensa che l’amore faccia parte delle emozioni, lo sperimenta a questo modo, ma non è così. La realtà è che tutto ciò che è travolgente è anche instabile: ti passa accanto come il vento, e poi va oltre, lasciandoti vuoto, a pezzi, triste e avvilito.

Quelli che conoscono la totalità dell’uomo – la sua mente, il suo cuore e il suo essere – sanno che l’amore dev’essere un’espressione del tuo essere, non un’emozione.

L’emozione è molto fragile, cambia in continuazione. Per un momento sembra essere tutto per te, e in un altro momento ti senti solo vuoto.

Quindi la prima cosa da fare è far uscire l’amore da questa folla di emozioni travolgenti. L’amore non è travolgente.
Al contrario, l’amore è straordinaria intuizione, chiarezza, sensibilità, consapevolezza.
Ma questo tipo d’amore esiste molto raramente, perché sono pochissime le persone che arrivano a toccare il proprio essere.

Ci sono persone che amano la propria automobile… Quest’amore appartiene alla mente. Ami tua moglie, tuo marito e i tuoi figli – quest’amore appartiene al cuore. Ma esso ha bisogno di cambiare per rimanere vivo, e invece tu non puoi permettere questa mutevolezza – quindi diventa vecchio, stantio. Tutti i giorni lo stesso marito – che noia! Questo fatto ottunde la tua sensibilità, e ogni possibilità di gioia. A poco a poco ti dimentichi il linguaggio delle risate. La vita diventa solo lavoro e nessuna gioia. E devi lavorare, perché hai una moglie, hai dei figli.

Devi far uscire l’amore dalla morsa delle emozioni in cui si trova fin dalla nascita, e trovare la strada che ti porta al tuo essere. Se il tuo amore non diventa parte del tuo essere, non è poi molto diverso dal dolore, dalla sofferenza e dalla tristezza.

Momenti difficili: sentirsi giù è normale?

aprile 19th, 2010 |

C’era una volta un uomo che fece un viaggio in aereo e sfortunatamente cadde di sotto. E già momenti difficili… Fortunatamente indossava il paracadute, ma sfortunatamente era stato ripiegato male e non si aprì. Fortunatamente c’era un covone di fieno nel campo sottostante, ma sfortunatamente c’era un aguzzo forcone piantato proprio in cima al mucchio di fieno. Fortunatamente l’uomo riuscì a scansare il forcone, ma sfortunatamente mancò anche il mucchio di fieno!

Altro che momenti difficili, così è la vita. Non c’è bisogno di prendersela troppo (-: Gioisci semplicemente della tua vita. A volte sei fortunato e a volte non sei fortunato, devi accettare entrambe le possibilità. Tu chiedi troppo se pretendi che la vita sia sempre a tuo favore; ciò non è possibile in questo mondo che cambia in continuazione.

Tutto ha i suoi alti e bassi, in continuazione. Così, quando sei su, gioisci e quando sei giù, riposati e aspetta, che presto potrai tornare in alto. I periodi in cui sei giù dovrebbero essere momenti di riposo e quelli in cui sei su momenti per danzare. E tutto ciò è perfettamente naturale; altrimenti la vita sarebbe troppo monotona. Questa rappresentazione tragicomica – un momento tragedia e un altro commedia – rende la vita più succosa, più piccante. Non esiste alcun problema se si impara attraverso la comprensione ad accettare anche i momenti difficili. Insomma, sentirsi giù qualche volta è del tutto normale.

Buddha: un racconto buddista sull’illuminazione

gennaio 12th, 2010 |

Gautama il Budda e il suo discepolo Ananda sono in cammino da un giorno intero e hanno perso lastrada. Vengono da lontano e dovrebbero essere già arrivati alla città verso cui sono diretti, ma il tramonto è vicino e la città non è in vista. Arrivano in cima a una collina e da lì possono vedere molto lontano. Ananda è molto preoccupato, perché Budda è ormai vecchio e malato e ha bisogno di un luogo confortevole dove trascorrere la notte. Nonostante la vecchiaia e la malattia ha camminato per tutto il giorno.

Sul ciglio della strada, un boscaiolo sta accatastando della legna. “Quanto dista la città più vicina?” gli chiede Ananda. “Non preoccuparti, dista solo due miglia,” risponde il boscaiolo.
Ananda è rincuorato dalla buona notizia e si fa coraggio. Ma Budda sorride. Ananda, pur non capendo il motivo di quel sorriso, vede che Budda è stanco e non dice niente per non disturbarlo.

Camminano per altre due miglia ma della città non vi è traccia. Incontrano una vecchia che vive in una fattoria nei pressi della strada e le chiedono: “Quanto dista la città?” “Figli miei,” dice la vecchia, “non più di due miglia… ormai siete arrivati, manca poco.” Ananda commenta: “Ma anche il boscaiolo ci aveva detto che mancavano due miglia…” Ancora una volta Budda ride. Poi dice: “Forse mancano davvero due miglia. Proviamo…”

Camminano per altre due miglia senza vedere la città, poi incontrano un viandante che sta camminando nella direzione opposta. Sicuramente costui deve sapere quanto dista esattamente la città… viene da quella direzione. Ananda, eccitato, gli chiede: “Quanto dista la città?” “Quanto dista? Non più di due miglia…” risponde il viandante. E ancora una volta Budda sorride…

Questa volta Ananda non riesce a contenersi e sbotta: “Siamo stanchi eppure tu ridi. Senza dubbio ridi di me, perché non c’è nessun altro. Sono preoccupato, perché si sta facendo buio e non si vedono luci intorno. Questa gente è strana: tutti continuano a dire che mancano soltanto due miglia. Abbiamo già percorso sei miglia, e mancano sempre due miglia… sembra che da queste parti la gente sappia contare solo fino a due!”

Budda risponde: “Ananda, non capisci… è quello che ho continuato a fare per tutta la vita. Questa gente è molto compassionevole: sa benissimo che non mancano solo due miglia, ma sono riusciti a farti andare avanti per sei miglia. Le loro bugie… hanno mentito, è vero, ma lo hanno fatto per compassione. Per questo ridevo. Non ridevo di te, ridevo perché è quello che io stesso ho continuato a fare per tutta la vita.”

“Quando la gente mi chiede: ‘Quanto è lontana l’illuminazione?’” continua il Budda. “Io rispondo: ‘Manca poco: ancora due miglia e sarete arrivati’. Le due miglia sono una distanza fissa. Ma è così che la gente cresce: continuano ad avvicinarsi sempre più alla meta ma… rimangono sempre quelle due miglia da percorrere. La gente di questi luoghi è molto compassionevole e capisce la psicologia umana.”

Mi sento sola

gennaio 9th, 2010 |

Ci sarà un momento in cui sarai in grado di stare da sola, ma non sei ancora a quel punto. Che ti piaccia o no, devi stare con qualcuno. Stare da soli è possibile solo quando si è veramente maturi, e non c’è nulla che si possa fare per questa maturità in un istante. Essa deve crescere a poco a poco, vivendo insieme a qualcuno, soffrendo e provando gioia.

Dopo essere passato attraverso molte esperienze di relazione, un giorno appare nella coscienza la realizzazione che da solo basti a te stesso, che non occorre che tu dipenda da altri, che essere soli non è uno spazio negativo ma un profondo appagamento, che essere soli è una cosa bella e colma di benedizioni. Ma questo accade solo dopo che sei passata attraverso tanti inferni e purgatori, solo allora. Non puoi andare direttamente in paradiso; la via per il paradiso passa attraverso l’inferno. Devi passare per l’inferno; quella è la scuola che ti prepara per il paradiso. Non avere fretta, perché altrimenti diventerai molto infelice.

È meglio essere in relazione e infelice che essere infelice e solo. Questa è l’unica scelta che hai in questo momento: infelice da solo o infelice con un altro. Ma essere infelici insieme è meglio, perché almeno puoi gettare la responsabilità sull’altro!

Se sei completamente solo, su chi potrai gettare la responsabilità? Dovrai portare tutto il fardello, senza avere nessuno con cui condividerlo! Se sei infelice con qualcuno puoi trovare delle ragioni per spiegare la tua infelicità. Se sei da solo non ci sono né cause, né spiegazioni; la mente si sente vuota, priva d’impegni, e l’infelicità sembra dover essere perenne, interminabile.

In questo momento scegli l’altra infelicità, quella che la gente chiama relazione. È un male necessario. Un giorno sarai in grado di andare oltre, ma non ora. Quando accadrà, non ti sentirai per nulla infelice da sola, anzi ti sentirai in cima al mondo. Non c’è gioia più grande di questa, non c’è relazione che possa portare una tale felicità. Una relazione è sempre un fenomeno eterogeneo: alcuni momenti di gioia mescolati a tanti altri di sofferenza. Questo è il prezzo che si paga per quei pochi momenti di gioia.

Se rimani da solo adesso, non avrai nemmeno quei pochi momenti di gioia; sarà solo sofferenza e dolore, una totale monotonia. Se sei con qualcuno, almeno l’infelicità cambia colore, forma. Di mattina è una e di sera è un’altra. È sempre infelicità, ma diversa!

Frasi sagge: raccolta di 32 frasi sagge per migliorare la vita

dicembre 18th, 2009 |

Ecco una ricca raccolta di frasi sagge inedite per migliorare la propria vita. I temi sono molti; la consapevolezza, la felicità, l’amore… Insomma moltissime frasi per arricchire se stessi ed essere felici:

1. Crea un po’ di attenzione verso te stesso, la vita è molto preziosa, non sprecarla in distrazioni.

2. Se sei consapevole, anche solo minimamente, il tuo stile di vita cambierà. Smetterai molte cose che facevi un tempo e inizierai a fare molte cose che un tempo rinviavi a domani.

3. Goditi la vita, il suo divertimento, il suo mistero, e sii semplicemente innocente come un bambino, senza domande e senza risposte. Non preoccuparti di sapere e io ti prometto che conseguirai la saggezza.

4. Le domande sono una buona cosa, perché ti rendono umile, ti rendono consapevole di essere ignorante. Le risposte sono più pericolose: distruggono la tua umiltà e ti danno una sensazione di sapere.

5. Siate semplicemente in silenzio, in assoluto silenzio, e troverete tutti i tesori, tutti i misteri e tutti i segreti dell’esistenza.

6. Le persone parlano come fossero addormentate. Quando una delle due parla, l’altra finge di ascoltare, ma di fatto sta preparandosi a parlare, pensa a ciò che dirà quando l’altro smetterà. Se guardi due persone, come semplice osservatore, rimarrai sorpreso: nessuno ascolta nessuno, eppure entrambe fingono non solo di ascoltare, ma di comprendere e di rispondere a tono!

7. In realtà, quando due persone si incontrano, sono presenti quattro persone, non due. Due sono le persone reali, nascoste dietro due false personalità; entrambe pretendono di essere ciò che non sono. Entrambe cercano di mostrare la loro parte migliore, entrambe si stanno mettendo in mostra, entrambe sono attori sulla scena.

8. Innanzitutto devi imparare ad accettare te stesso. E non chiedere perfezione nell’altro. Sii umano! Non chiedere perfezioni inumane.

9. I poeti sono diventati poeti perché non sono riusciti ad essere amanti. Per cui scrivono di tutto ciò che non sono riusciti a fare. La loro poesia non è altro che sogni di persone affamate. Le loro poesie non sono altro che sogni di persone che non hanno mai gustato l’amore. E, ovviamente, per compensare, continuano a creare sogni sempre più raffinati. La loro poesia è dannosa!

10. Sii un po’ più positivo e troverai qualcosa di bello anche nella persona più meschina. Sii negativo, e troverai qualcosa di orribile perfino nella persona più bella.

11. Tu sei il creatore della tua vita. Può avere un tremendo significato, essere bella, felice… Ma dovrai crearla nel tuo cuore, e dovrai diffonderla intorno a te.

12. Guarda, osserva… non credere negli altri.

13. Non dare mai a qualcun altro il diritto di pensare al posto tuo, chiunque egli sia.

14. Resta nel presente, rimani orientato nel presente.

15. Se pensi di sapere già, come farai ad imparare?

16.Tempo e pazienza favoriscono ogni cosa.

17. Il corpo è il tuo tempio, non trascurarlo!

18. Quando il sesso viene usato come puro sollievo, quasi fosse uno starnuto, è vissuto nella forma più bassa.

19. Il passato è solo un ricordo, ed il futuro è solo immaginazione. E ciò che esiste sfugge soffocato tra questi due mostri.

20. Alla donna piace essere attraente, perché questo dà potere, più sono attraenti, più hanno potere sull’uomo.

21. Una madre impiega 25 anni nel tentativo di dare un po’ di senno al figlio, poi arriva una donna e in due minuti lo rincitrullisce. Ecco perché le madri odiano le nuore.

22. Non puoi rendere nessuno dipendente da te se anche tu non diventi dipendente da lui.

23. Poiché tu hai ridotto la donna in totale schiavitù, lei ha dovuto fare la stessa cosa con te.

24. Se tu scegli l’inferno da solo, sarai felice; mentre se verrai costretto a vivere in paradiso, contro la tua volontà, sarai infelice. La libertà porta sempre con sé la gioia.

25. Devi semplicemente vivere in maniera naturale, spontanea, consapevole, momento per momento, senza sacrificare il presente in nome del futuro, senza sacrificare l’oggi per il domani, perché il domani non arriva mai.

26. Ogni volta che hai paura di qualcosa, ne sei anche attratto.

27. Prima di essere in collera con qualcuno, devi essere arrabbiato con te stesso. Chi ama veramente se stesso, chi vive con un profondo amore per se stesso, non può fare del male a nessuno, perché non può fare del male a se stesso.

28. L’uomo consapevole non può essere in collera, è impossibile, perché il requisito base per andare in collera è essere inconsapevole.

29.Le persone che vivono nell’infelicità, vivono in quello stato per loro scelta. La sofferenza è una nostra scelta.

30. L’inferno è un modo particolare di guardare le cose.

31. Non è la vita ad essere noiosa, sei tu ad essere morto.
Non dire che la vita è noiosa, riconosci di non sapere come si vive.

32. Se ami te stesso, troverai moltissime persone che ti amano, perché una persona che ama se stessa diventa amabile.

Fermare i pensieri

dicembre 3rd, 2009 |

I tuoi pensieri non hanno radici, non hanno una casa; fluttuano come nuvole. Non occorre combatterli, non occorre essere contro di loro, non occorre nemmeno cercare di fermarli.
Questa comprensione dovrebbe andare in profondità dentro di te, perché quando una persona comincia a interessarsi alla meditazione, cerca di fermare i pensieri. Ma se cerchi di fermarli, non accadrà mai, perché lo stesso tentativo di arrestarli è un pensiero, lo sforzo di meditare è un pensiero e così quello di arrivare alla qualità di un buddha.

E come puoi fermare un pensiero con un altro pensiero? Come puoi fermare la mente creandone un’altra? A quel punto ti attaccherai a quell’altra. Questo andrà avanti fino alla nausea; non ci sarà una fine.
Non lottare, perché chi sarà a lottare? Chi sei tu? Solo un pensiero, quindi non diventare il campo di battaglia di un pensiero contro l’altro. Piuttosto, sii un testimone, osserva i pensieri fluttuare. Essi si arrestano, ma non perché li fermi tu. Si arrestano se diventi più consapevole, non grazie a uno sforzo da parte tua per fermarli.

Paura della morte

dicembre 2nd, 2009 |

Spesso appare la paura della morte, forte e intensa, e la paura di dover lasciare tutta questa bellezza, amicizia e amore. Come ci si può rilassare nella certezza della morte?

Prima di tutto, è possibile rilassarsi solo quando la morte è una certezza. Rilassarsi è difficile quando le cose sono incerte. Se sai che morirai domani, la paura della morte scompare completamente. Che senso ha sprecare la vita? Hai solo un giorno da vivere – vivi il più intensamente possibile, il più totalmente possibile.
La morte potrebbe anche non arrivare. La morte non arriva per chi vive la vita con grande intensità e totalità. E, persino se verrà, le persone che hanno vissuto totalmente le daranno il benvenuto perché è un grande sollievo. Sono stanchi di vivere – hanno vissuto totalmente e intensamente – quindi la morte arriva come un’amica. Proprio come, dopo che hai lavorato duramente per tutta la giornata, la notte arriva come un grande rilassamento, come un sonno ristoratore, così la morte arriva dopo la vita. La morte non ha nulla di brutto in sé; non c’è nulla di più pulito.
Se la paura della morte arriva, vuol dire che ci sono alcuni vuoti che non sono stati colmati dal vivere. Queste paure della morte, quindi, sono indicative e possono essere di grande aiuto. Ti mostrano che la tua danza dev’essere un po’ più veloce, che devi far ardere la torcia della tua vita da entrambe le estremità.
Danza così velocemente che il danzatore scompare e rimane solo la danza.
Allora la paura della morte non potrà venire a trovarti.
“…e la paura di dover lasciare tutta questa bellezza, amicizia e amore.” Se sei totale qui e ora, chi si preoccupa del domani? Domani ci si penserà. Gesù ha ragione quando prega Dio così: “Signore, dammi il mio pane quotidiano”. Non chiede neppure il pane per domani; oggi è sufficiente. Devi imparare che ogni momento ha una sua completezza.
La paura di dover lasciare tutto questo arriva solo perché non vivi completamente nel momento; altrimenti non ci sarebbero né il tempo, né la mente, né lo spazio. Una volta chiesero a un mercante: “Quanti anni hai?”. Lui rispose: “Trecentosessanta”.
L’altro non riusciva a crederci, e disse: “Ripetilo, per favore. Forse non ho sentito bene”. Il mercante allora gridò: “Trecentosessanta!”.
L’altro replicò: “Perdonami, ma non posso crederci. A me non sembri averne più di sessanta!”.
E il mercante: “Hai ragione anche tu. Se consideri il calendario, ne ho sessanta. Ma se consideri la mia vita, ho vissuto sei volte di più di chiunque altro. In sessant’anni sono riuscito a viverne trecentosessanta”.
Dipende dall’intensità.
Ci sono due modi di vivere. Uno è quello del bufalo, che vive lungo una linea orizzontale.
L’altro modo è quello del buddha che vive verticalmente, in altezza e in profondità. Allora ogni momento può diventare un’eternità.

Non sprecare il tuo tempo in banalità; vivi, canta, danza, ama con la massima totalità e fluidità di cui sei capace. Vedrai che le paure non interferiranno, e non sarai più preoccupato di cos’accadrà domani. L’oggi è sufficiente. Se viene vissuto, è stracolmo; non lascia spazio a nient’altro. È quando la vita non è vissuta che arrivano preoccupazioni e paure.
Vivi, ama, e fai di ogni momento un’estasi profonda. Tutte le paure scompariranno.

Solitudine: perché c’è sofferenza e dolore quando sei da solo?

novembre 26th, 2009 |

Confrontare se stessi in solitudine fa paura ed è doloroso, ma bisogna sopportarlo. Non si dovrebbe fare nulla per evitarlo, nulla per distogliere la mente e nulla per sfuggirlo. Bisogna passarci attraverso e sopportarlo. La sofferenza e il dolore sono un buon segno, significano che ti stai avvicinando a una rinascita: ogni nascita è preceduta dal dolore. Non è possibile evitarlo, e comunque non va evitato perché fa parte della crescita.

Ma perché c’è questo dolore?
Se ne comprendi il motivo, questo ti aiuterà a passarci attraverso; e se ci passi in modo consapevole, ne verrai fuori più facilmente e più presto.
Perché c’è sofferenza quando sei da solo? La prima cosa è che in questa situazione l’ego sta male. Può esistere solo con gli altri; è cresciuto all’interno dei rapporti con gli altri, quindi non può esistere da solo. Quando si trova in una situazione in cui non è più in grado di sopravvivere, si sente soffocare, si sente a un passo dalla morte. Questa è la sofferenza più profonda: senti che stai morendo. Non sei tu che stai morendo, ma solo l’ego, che hai preso a considerare come te stesso, con cui ti sei identificato. L’ego non può esistere perché ti è stato dato dagli altri. È un contributo altrui, che non puoi portare con te quando ti allontani dagli altri.

In solitudine tutto ciò che sai su di te, cadrà; pian piano scomparirà. Puoi prolungare la vita dell’ego per un certo periodo – e anche per questo dovrai usare l’immaginazione – ma non puoi prolungarla molto a lungo. Senza la società, non hai radici: ti manca il terreno da cui ricavare il cibo. Questa è la principale sofferenza.
Non sai più chi sei: sei solo una personalità in dissoluzione, che si va disperdendo. Ma questo è un fatto positivo, perché se il falso non scompare, il reale non può emergere. Se non sei assolutamente pulito, limpido, il reale non può apparire.

In questo momento c’è un falso ‘tu’ che occupa il trono, e dev’essere detronizzato. Vivendo in solitudine, tutto ciò che è falso può andarsene. La realtà è che tutto quello che la società ti ha dato è falso; tutto quello che è nato con te, è autentico. Tutto ciò che è ‘te’ quando sei da solo, senza alcun contributo degli altri, è reale, autentico. Il falso deve sparire, ma il falso è un grande investimento. Hai investito tanto in esso; te ne sei preso tanta cura, e ora tutte le tue speranze sono collegate a esso. Perciò quando inizia a dissolversi, avrai paura, tremerai: “Che stai facendo a te stesso? Stai distruggendo la tua vita, la tua struttura”.
Avrai paura. Eppure devi passarci attraverso; solo allora potrai diventare impavido. Non dico che diventerai coraggioso, no. Diventerai impavido.
Il coraggio fa ancora parte della paura. Per quanto tu possa essere coraggioso, alle spalle del coraggio è nascosta la paura. Io dico ‘impavido’. Non sarai coraggioso; non occorre essere coraggiosi quando la paura non c’è. Paura e coraggio sono entrambi irrilevanti: sono aspetti della stessa medaglia. Le tue persone coraggiose sono come te, solo messe a testa in giù. Per te il coraggio è nascosto e la paura è in superficie; per loro, la paura è nascosta all’interno e il coraggio è in superficie. Quindi quando sei da solo, sei molto coraggioso. Quando pensi a qualcosa, sei molto coraggioso, ma quando accade la situazione reale, hai paura.

Si diventa impavidi quando si entra nella paura più profonda di tutte – quella del dissolversi dell’ego, del dissolversi dell’immagine e della personalità.
Questo fatto vuol dire morte, perché non sai se a partire da questa morte potrà emergere una nuova vita. Nel corso del processo, conoscerai solo la morte. Solo quando sarai morto per come sei ora – una falsa entità – solo allora saprai che la morte era solo una porta verso l’immortalità. Ma questo succederà alla fine; durante il processo starai solo morendo.
Tutto ciò a cui tenevi tanto, ti verrà portato via: la personalità, le idee, tutto ciò che consideri bello. Tutto questo ti lascerà. Verrai spogliato di tutti i ruoli e di tutte le vesti. In questo processo ci sarà la paura, ma questa paura è fondamentale, necessaria e inevitabile – è necessario passarci attraverso. Dovresti comprenderla e non cercare di evitarla; non fuggire, perché ogni fuga ti riporterà indietro. Tornerai di nuovo all’interno della personalità.

Quelli che vanno nel silenzio profondo e nella solitudine, mi chiedono sempre: “Ci sarà paura, e allora cosa fare?”. Io dico loro di non fare nulla, solo di vivere questa paura.
Se inizi a tremare, trema. Perché impedirlo? Se c’è paura dentro di te e inizi a tremare, trema di paura. Non fare nulla, lascia solo che accada – se ne andrà da sola. Se la eviti …e potresti evitarla. Puoi metterti a recitare mantra: “Ram, Ram, Ram”; ti attacchi al mantra in modo che la mente venga distratta. Raggiungi una certa pace; la paura scomparirà perché l’hai spinta nell’inconscio. Stava emergendo – ed era una cosa buona, te ne saresti liberato – ti stava lasciando, ma quando ti lascia, ti metti a tremare.

È un fatto naturale, perché un’energia che è sempre stata presente in ogni cellula del corpo e della mente – e sempre repressa – si sta dissolvendo. Ci sarà un tremare, uno scuotersi: sarà come un terremoto. L’anima nel suo complesso verrà scossa; ma tu lascia che accada. Non fare nulla; questo è il mio consiglio. Non metterti nemmeno a recitare mantra. Non provare a fare nulla perché tutto ciò che potrai fare è di reprimerla un’altra volta. Se le permetti di essere, se lasci che sia presente, ti lascerà – e quando ti lascerà, sarai una persona completamente diversa.

Amore: pillole di saggezza

ottobre 14th, 2009 |

Ama, ed ama così profondamente da trovare Dio nel tuo amante. Sii un amico, e sii così fraterno da trovare Dio nel tuo amico. Ovunque tu riesca ad essere totalmente, Egli sarà presente. Il tuo essere totale in qualcosa è la porta.

Amare il prossimo come se stessi è come amare la propria immagine riflessa nello specchio. Non è una gran virtù; è una virtù meschina.
Ama il prossimo per quello che è. Che corrisponda alle tue idee o meno, che ti sembri morale o immorale, questi sono particolari insignificanti. E’ un essere umano e a tutti i diritti di essere se stesso. Amalo per quello che è. Il tuo amore non deve diventare esigente, il tuo amore non deve chiedere all’altro di essere diverso da quello che è.

Chi è innamorato non esiste più, è completamente assente, vive nel campo dell’immaginazione, dei desideri e dei sogni, non vive nella realtà. Si è drogato senza rendersene conto.
E dopo un po’ l’amore se ne è andato. A quel punto inizi ad affrontare la realtà. A quel punto nascono i guai, perché qualsiasi cosa tu abbia promesso, l’hai promessa quando non eri consapevole.
Ora devi mantenere delle promesse fatte in uno stato di inconsapevolezza… e il peso che ti porti aumenta.

Il matrimonio non è altro che questo: l’amore è stato sacrificato, ma è presente la sicurezza. Ovviamente nel matrimonio è presente la sicurezza, si è protetti: c’è la garanzia che anche domani la moglie sarà a tua disposizione, che il marito si prenderà cura di te. Ma l’amore? In questo caso l’amore diventa una parola vuota.

L’amore conosce solo il dare, l’idea stessa di ottenere qualcosa in cambio, non sorge. Ma questo è il miracolo dell’esistenza: se doni amore, l’amore – il tuo stesso amore – tornerà centuplicato. Torna indietro da tutte le direzioni: più dai e più ne hai!

L’amore non è solo un letto di rose. Certo, l’amore ferisce, ma quella ferita assomiglia a un’operazione chirurgica: portate in voi un odio profondo, quell’odio dev’essere annientato. Per un certo periodo di tempo, potete sentirvi feriti: è uno spazio vuoto, là dove esisteva odio.

La base che porta tutti a diventare nevrotici o psicotici è semplice: le anime della gente non sono nutrite. L’amore è il nutrimento essenziale. Potrai avere tutte le ricchezze del mondo, ma se non hai amore, sei l’uomo più povero del mondo, e sarai inutilmente oppresso da ricchezza, palazzi, imperi.

Non aspettare di amare solo quando comparirà la persona giusta perché, così facendo, la persona giusta non arriverà mai. Continua ad amare. Più amerai e più avrai la possibilità che la persona giusta arrivi, perché il tuo cuore inizia a fiorire e, un cuore che sboccia, attrarrà molte api, molti amanti.

Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare.

Quali sono i sintomi dell’essere innamorati? Tre. Primo, assoluta soddisfazione. Nient’altro è più necessario, neanche Dio. Secondo, non c’è futuro. Questo istante d’amore è l’eternità. Non c’è alcun momento successivo, alcun futuro, alcun domani. L’amore accade nel presente. E terzo, tu cessi di esistere, non esisti più.

Quando ami una persona, chiunque essa sia, immediatamente comprendi che quello è il suo modo di essere. A quel punto non vuoi che sia altrimenti. L’amore non vuole mai cambiare nessuno. L’amore accetta, comprende.

Quando si vive insieme, dopo due giorni non noti più il colore dei capelli, dopo tre giorni non noti più la lunghezza del naso, e dopo tre settimane ti sei completamente dimenticato la fisionomia dell’altra persona. Ora ti scontri con la realtà. Ora la cosa reale sarà l’armonia spirituale.

Ricordate, se il vostro prendervi cura dell’altro non contiene un affare, né ambizioni, la persona di cui vi siete presi cura vi amerà per sempre.

Se due amanti non sono mai assieme in silenzio, se parlano sempre, quella è una indicazione che l’amore è morto. Ora stanno colmando quella distanza con le parole.

Se non sai come amare, come puoi conoscere la preghiera? La preghiera non è altro che la forma d’amore più raffinata: un amore non indirizzato a nessuno, un amore per il Tutto.

State insieme, ma non cercate di dominarvi, non cercate di possedervi e non distruggete l’individualità dell’altro.

Ti sono state date idee molto romantiche sull’amore, e quella è stata la calamità. Sei alla ricerca di ideali romantici, poetici. La gente non è il prodotto di idee di qualche sognatore, di qualche poeta: la gente è reale! E tu non vivi in una poesia! Pensi agli altri in termini tali che nessuno ti può soddisfare, tutti risulteranno fuori tiro.

Una distanza resta sempre nell’amore:
puoi avvicinarti sempre più alla persona amata, ma anche nella vicinanza più stretta, resta una distanza. Questa distanza è ciò che fa soffrire tutti gli amanti.

Come superare il dispiacere

luglio 24th, 2009 |

Di qualunque natura sia il tuo dispiacere, uno dei primi provvedimenti da prendere è sfuggire a qualsiasi situazione depressiva possa essersi creata, anche quando è difficile, e tornare al corso normale della vita. Una delle ricette su come superare il dispiacere è di rientrate nel regime normale delle attività quotidiane; riprendete le vecchie amicizie, fatevene di nuove; tenetevi occupati camminando, andando a cavallo, nuotando, giocando, insomma tornate a far scorrere il sangue dentro di voi.

Un sollievo eccellente e naturale al dolore consiste nel dare sfogo alla sofferenza. Oggi è invalso un punto di vista secondo cui non si dovrebbe mostrare il dispiacere; sarebbe
sconveniente, secondo l’opinione corrente piangere o esprimersi tramite il meccanismo naturale di lacrime e singhiozzi. Ciò significa negare una legge di natura. È naturale piangere quando si ha una pena o un dolore; è un meccanismo di sollievo di cui la natura o l’esistenza ha dotato il corpo, e deve essere usato. Reprimere il dolore, inibirlo, contenerlo significa rinunciare a uno dei mezzi offerti da Dio per eliminare I’oppressione della sofferenza.

Come ogni altra funzione del corpo umano e del sistema nervoso, anche questa deve essere tenuta sotto controllo , ma non al punto di negarsela del tutto; un bel pianto da sollievo al dolore. Attenzione, però: questo meccanismo non deve essere usato senza misura e non si deve permettere che diventi un processo abituale; se ciò accadesse si entrerebbe in una situazione d’angoscia anormale, potrebbe diventare una psicosi.

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