Questa settimana vogliamo pubblicare una lista di termini, con relativo significato, sulle discipline spirituali e filosofiche orientali. Ci auguriamo che questo inedito glossario sia gradito ai lettori di Essere Felici (-:
ALAYA dimora. Nella terminologia buddhista indica la “dimora interna”, la coscienza nel suo stato fondamentale, originario, prima e al di là di ogni modificazione.
ANATMAN (o anatta) non sé. La dottrina buddhista secondo la quale non vi è un’anima individuale, e la sensazione di un “io”, che ciascuno di noi ha, è illusoria.
APSARAS le fanciulle celesti della mitologia vedica.
ASANA le posizioni dello yoga.
ASRAM eremo, dimora di asceti, oppure sede di una scuola spirituale, luogo dove il maestro riunisce intorno a sé i discepoli.
ATMAN l’anima, l’essenza, il sé, l’identità profonda, la realtà universale presente in ognuno.
AUM, OM la sillaba sacra dei Veda, la vibrazione dell’energia universale che percorre ogni cosa.
BRAHAMACARYA celibato, astinenza sessuale.
CAKCRA centri della “fisiologia mistica” dello yoga, ciascuno dei quali corrisponde a certe funzioni psichiche. Sono sette, collocati lungo l’asse del corpo, dalla regione coccigea su fino alla sommità del capo.
DHARMA termine buddhista dalle molteplici connotazioni: dharma è la legge morale, l’insegnamento del Buddha, la natura stessa delle cose, la legge che governa l’universo.
GURU maestro spirituale.
HAIKU poesia giapponese consistente di tre versi non ritmati di cinque, sette e cinque sillabe rispettivamente.
KALPA un “giorno di Brahma”, e cioè un intero ciclo di manifestazione dell’universo, che inizia con la sua emanazione da parte dell’Assoluto e termina con il suo riassorbimento nell’Assoluto. Dura 4.320.000.000 anni del computo umano; ad esso segue una “notte di Brahma” di uguale durata, durante la quale l’universo è allo stato latente, è come potenzialità, per tornare poi all’esistenza in un nuovo “giorno di Brahma”.
KARMA la legge secondo la quale ogni azione lascia una traccia in chi la compie, che diventa il seme di ulteriori azioni. Tali tracce, che l’uomo porta con sé da un’incarnazione all’altra, lo legano al ciclo delle rinascite, al samsara.
KUNDDALINI l’energia vitale, rappresentata simultaneamente come una dea e come un serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale. Il suo risveglio e la sua ascesa attraverso i cakra corrispondono all’apertura di sfere di esperienza psichica e alla realizzazione del potenziale divino contenuto in ogni essere umano.
MAHAMUDRA il “grande gesto”, il “gesto ultimo”, il “grande amplesso”, l’Illuminazione.
MANDALA composizione di struttura circolare usata come raffigurazione simbolica o come oggetto di meditazione.
MANTRA suono o sequenza di sillabe, ripetute o cantate come tecnica di concentrazione o per entrare in contatto con l’energia di certi simboli.
MAYA il velo dell’illusione che nasconde la realtà ultima delle cose, il gioco di apparenze che costituisce il mondo così come lo percepiamo.
MOKSA la liberazione, l’emancipazione dall’esistenza condizionata, dal mondo dell’illusione, dal ciclo delle rinascite.
MUDRA gesto, in particolare gesto avente un’efficacia simbolica e rituale. Nelle scritture tantriche anche l’amplesso sessuale.
PANDITA dotto, sapiente, conoscitore delle scritture religiose.
PARAMITA le dieci “virtù trascendenti” del buddhismo. Nel testo Bhagwan allude in particolare alla prima palamita, dana, che viene generalmente tradotta come generosità.
PRANAYAMA il controllo del respiro come strumento di controllo dei propri stati psichici nelle tecniche dello yoga.
RAMA settima incarnazione dei dio Visnù.
SADHU asceta, santo, colui che persegue un fine spirituale.
SAMADHI il più profondo stato di meditazione, l’ultimo stadio dello yoga, la completa dissoluzione dell’io, l’immersione nel tutto.
SAMAYA il voto pronunciato dagli adepti della tradizione tantrica.
SAMSARA il ciclo delle rinascite, il mondo dell’esistenza condizionata.
SANNYAS tradizionalmente, la “rinuncia al mondo”. Sannyasin è colui che è votato a tale rinuncia. E’ l’ultimo dei quattro stadi “naturali” in cui si divide la vita umana secondo l’antico codice di leggi di Manù. Bhagwan ha ripreso il termine sannyas per indicare l’iniziazione che conferisce ai suoi discepoli, slegandolo però da ogni prerequisito e da ogni gesto esteriore di rinuncia, e conferendogli un significato tutto interiore, di rinuncia all’appropriazione egoica del mondo.
SATORI termine zen che indica un momento di Illuminazione, di autentica percezione del reale al di fuori degli schemi dell’ego.
SUTRA precetto, massima, narrazione contenente un insegnamento.
TANTRA una “via di trascendenza”, manifestatasi in molte scuole, insegnamenti e scritture sia nell’ambito dell’induismo che del buddhismo a partire dal IV secolo d.C.
TAO termine cinese che indica l’inesprimibile realtà ultima delle cose. Nella sfera dell’umano è la via, la virtù, la legge dell’equilibrio fra gli opposti, dell’armonia fra uomo e universo.
TIRTHANKARA i “fondatori del cammino” del Jainismo.
YIN, YANG nel pensiero cinese i due poli dell’oscurità e della luce, del ricettivo e dell’attivo, del cedevole e del penetrante, del femminile e del maschile.
YOGA disciplina e insieme di tecniche finalizzate al raggiungimento dell’unione con il tutto, in particolare il sistema contenuto negli insegnamenti di Patanjali (II secolo a.C.).
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È impossibile trovare la strada per essere felici, la felici...
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